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dogtown and S boys
nov 28th, 2009 by Stefano

3640

differenze fra l’uomo e la donna
nov 26th, 2009 by Stefano

donna a uomo: piango perchè ieri ho fatto l’amore con una bellissima persona che non rivedrò mai più.
uomo a donna: rido perchè ieri ho  scopato con una bellissima persona che non rivedrò mai più.

dialoghi immaginari
nov 21st, 2009 by Stefano

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nessuno
nov 11th, 2009 by Stefano

nessuno mi abbraccia così stretto come l’acqua del mare.

la storia del trittico che serve per smettere di fumare.
nov 5th, 2009 by Stefano

sigarette1

storia n.1 per smettere di fumare

un giorno ho scritto una storia che serviva per smettere di fumare
La storia era così bella che tutti quelli che la leggevano smettevano di fumare non appena veniva la fine.
io oggi non me la ricordo più ma credetemi che era bella e smettete di fumare sulla fiducia.

storia n.2 per smettere di fumare

un giorno ho scritto uma storia per smettere di fumare
Vi prego però di non fumare mentre leggete e finché la storia non finisce
la storia iniziava così:
un giorno ho scritto una storia per smettere di fumare
Vi prego però di non fumare mentre leggete e finché la storia non finisce
la storia iniziava così:
(riprendere a leggere dalla prima riga)

storia per smettere definitivamente di fumare se sommata alle altre del trittico:

Un giorno il corpo di un mio amico decise che si era rotto di respirare fumo ed entrò in sciopero.
lui voleva andare a destra e le gambe lo portavano a sinistra lui voleva sedersi e il suo corpo lo faceva rimanere in piedi
lui voleva mangiare ma la bocca non si apriva
un giorno preso dalla disperazione aprì um tavolo di discussione sindacale  per cercare una soluzione ma no, il corpo non sentiva ragioni, che aveva il coltello dalla parte del manico e anche la mano per tenerlo.

io il fumo non lo voglio più respirare che mi sono rotto diceva il corpo del mio amico e lui cercava di replicare ma in realtà non aveva alcun argomento da opporre.
tanto non sei tu a incatramarti che sei anima e il catrame non si attacca, diceva il corpo a sostegno della sua protesta.
e il corpo ci aveva ragione.
poi io odio avere i denti gialli e l’alito cattivo.
nemmeno per questo poteva dargli torto.

il mio amico ci provò per un poco di tempo a sbattersene e a girare senza corpo ma poi quando nessuno gli rivolgeva nemmeno la parola dovette cedere.
hai vinto non fumerò mai più una sigaretta.
e così fu da quel giorno che vissero felici e contenti.

storia di inspirazione tardiva per smettere di fumare

la mia amica marta frassinetti raccoglieva sempre i mozziconi delle sigarette per fumarseli.

li prendeva dai posacenere, dai cassonetti e da terra nei bagni pubblici, li sbriciolava e poi con una carta anche quella raccolta da terra si faceva una sigaretta nuova e la fumava.

un giorno mentre fumava una delle solite cicche tirate via da un cassonetto l’ho sentita che diceva: che schifo mi viene da vomitare, bleah.

marta che succede?

e lei mi fa: mi viene da vomitare, in mezzo al tabacco marlboro c’era una camel.

ultima storia del colpo di grazia (questo colpo si chiama come mia cugina)

un giorno ho scritto un trittico di  4 storie per smettere di fumare ma poi mi sono accorto che non funzionava bene: solo le persone intelligenti smettevano con le sigarette dopo averlo letto.
i cretini no.

santo subito
nov 2nd, 2009 by Stefano

berlusconi non lo fanno più santo.
qualcuno lo ha sentito mentre diceva la parola “cazzo”.

vi racconto la mia recensione di 300(repost)
nov 1st, 2009 by Stefano

l’altra sera sono andato a vedere questo bellissimo film colossal.
Eravamo io, franchino il vocalist, vladimir luxuria, fausto e marta clara bertinotti.
il film è molto bello ed è basato su una storia vera che è quella di serse che vuole sotto-mettere gli spartani.
l’ambientazione è quella di una sfilata che anche nell’antica grecia facevano il gay pride, che era bello e colorato

come oggi.

ci erano gli amanti della pelle, quelli che gli piaceva il bondage, quelli che gli piaceva tenersi al guinzaglio o

averci le maschere e poi alla fine, sull’ultimo carro, c’era lui, con il suo pacco d’oro ben pieno:

serse.

la trama è così
serse gli attaccavano il microfono che lui era un grande vocalist e cominciava a parlare su una una base techno e diceva a tutti che erano benvenuti nel suo sogno (e li franchino si è alzato ed è andato via dal cinema che non gli piace quando lo copiano)

serse poi gli diceva a leonida (che era il re degli spartani): e dai leonidino e inginocchiati che ci ho voglia di sotto-metterti.

eddai uno
eddai due
eddai tre

ma leonidino non ne voleva sapere che lui era un vero spartano di quelli vecchio stampo che non votano di certo rifondazione comunista e nemmeno è a favore dei dico e non fa i pagamenti a 30 60 e novanta gradi.

allora serse gli girano i coglioni nel paccodoro ma non può fare niente che leonida ci ha le mutande di ferro e non è possibile prendere gli spartani da dietro.

tutto si risolve quando leonida rifiuta l’amicizia di uno che voleva l’uniforme spartana per andare alle sfilate degli amici e in discoteca a ballare sui cubi.

eh no, gli dice leonida, se vuoi l’uniforme spartana devi averci la tartaruga in pancia e poi devi sapere i testi dei village people a memoria.

peccato che lui i testi dei village people li sapeva anche ma la tartaruga in pancia non è che ce l’hanno cani e porsche, nemmeno se si mettono la farfalla elettrica che da le scosse.

ecco, allora se non me la dai tu l’uniforme me la faccio dare da serse e l’aspirante spartano diventa immediatamente un aspirante traditore.

serse è meno rigido di leonida (e si vede anche) e gli da tutto quello che vuole in cambio di sapere come prendere dietro gli spartani.
il traditore allora, con l’uniforme che sembra il maggiordomo di secret squirrel, guida tutti ad andare dietro agli spartani.
si muovono con i carri in sfilata con la musica e zack!:
eccoli tutti dietro gli spartani.

leonidino dai fai da bravo e inchinati.

no, serse, preferisco morire che farmi sotto-mettere da te e da tutti gli altri.

e così finisce il film con leonida che non si fa sodo-mettere e nessuno è felice e contento.

secondo me certe volte in extremis è meglio farsi sotto-mettere che fare gli ostinati.

in compenso quando siamo usciti dal cinema a fausto bertinotti sono cadute per terra le chiavi della macchina,
pur di non inchinarsi a raccoglierle vicino a vladimir luxuria le ha spinte a calci fino al parcheggio
che c’era aria di allegria l’altra sera.

dopo il film siamo andati tutti a vedere le drag queen al magnolia
ma questa è un’altra storia e senza mutande d’oro.

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