l’altra sera sono andato a vedere questo bellissimo film colossal.
Eravamo io, franchino il vocalist, vladimir luxuria, fausto e marta clara bertinotti.
il film è molto bello ed è basato su una storia vera che è quella di serse che vuole sotto-mettere gli spartani.
l’ambientazione è quella di una sfilata che anche nell’antica grecia facevano il gay pride, che era bello e colorato
come oggi.
ci erano gli amanti della pelle, quelli che gli piaceva il bondage, quelli che gli piaceva tenersi al guinzaglio o
averci le maschere e poi alla fine, sull’ultimo carro, c’era lui, con il suo pacco d’oro ben pieno:
serse.
la trama è così
serse gli attaccavano il microfono che lui era un grande vocalist e cominciava a parlare su una una base techno e diceva a tutti che erano benvenuti nel suo sogno (e li franchino si è alzato ed è andato via dal cinema che non gli piace quando lo copiano)
serse poi gli diceva a leonida (che era il re degli spartani): e dai leonidino e inginocchiati che ci ho voglia di sotto-metterti.
eddai uno
eddai due
eddai tre
ma leonidino non ne voleva sapere che lui era un vero spartano di quelli vecchio stampo che non votano di certo rifondazione comunista e nemmeno è a favore dei dico e non fa i pagamenti a 30 60 e novanta gradi.
allora serse gli girano i coglioni nel paccodoro ma non può fare niente che leonida ci ha le mutande di ferro e non è possibile prendere gli spartani da dietro.
tutto si risolve quando leonida rifiuta l’amicizia di uno che voleva l’uniforme spartana per andare alle sfilate degli amici e in discoteca a ballare sui cubi.
eh no, gli dice leonida, se vuoi l’uniforme spartana devi averci la tartaruga in pancia e poi devi sapere i testi dei village people a memoria.
peccato che lui i testi dei village people li sapeva anche ma la tartaruga in pancia non è che ce l’hanno cani e porsche, nemmeno se si mettono la farfalla elettrica che da le scosse.
ecco, allora se non me la dai tu l’uniforme me la faccio dare da serse e l’aspirante spartano diventa immediatamente un aspirante traditore.
serse è meno rigido di leonida (e si vede anche) e gli da tutto quello che vuole in cambio di sapere come prendere dietro gli spartani.
il traditore allora, con l’uniforme che sembra il maggiordomo di secret squirrel, guida tutti ad andare dietro agli spartani.
si muovono con i carri in sfilata con la musica e zack!:
eccoli tutti dietro gli spartani.
leonidino dai fai da bravo e inchinati.
no, serse, preferisco morire che farmi sotto-mettere da te e da tutti gli altri.
e così finisce il film con leonida che non si fa sodo-mettere e nessuno è felice e contento.
secondo me certe volte in extremis è meglio farsi sotto-mettere che fare gli ostinati.
in compenso quando siamo usciti dal cinema a fausto bertinotti sono cadute per terra le chiavi della macchina,
pur di non inchinarsi a raccoglierle vicino a vladimir luxuria le ha spinte a calci fino al parcheggio
che c’era aria di allegria l’altra sera.
dopo il film siamo andati tutti a vedere le drag queen al magnolia
ma questa è un’altra storia e senza mutande d’oro.