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io e pai mei
gen 31st, 2010 by Stefano

stasera io jean’s paolo galtiero e pai mei siamo invitati a cena fuori. pai mei che voleva portarsi dietro la vaschetta per raccogliere gli avanzi e portarli a casa per mangiare durante la settimana. pai mei che figure mi fai fare… lo sai che la vaschetta te la danno li.

giornata della memoria
gen 29th, 2010 by Stefano

ieri io e pai mei siamo andati al ristorante ebreo per festeggiare il suo ritorno dopo la fuga dei giorni scorsi.

nel fritto misto pai mei ha trovato due braccia  che probabilmente erano appartenute a qualche bambino palestinese.

che schifo,

si vedeva chiaramente che erano di due giorni.

non ci vado più in quel ristorante che non è che si ricicla il cibo della festa per la giornata della memoria.

io e pai mei
gen 25th, 2010 by Stefano

stasera io e pai mei siamo tristi perchè ci è impazzita la maionese. andava tutto così bene fino a quando non abbiamo aggiunto le larve di mosca. è bastato interrompere per un attimo di sbatterla per rovinare tutto il lavoro. che spreco abbiamo dovuto buttare 100 grammi di bigattini.

io e pai mei
gen 24th, 2010 by Stefano

stasera io e pai mei abbiamo arrostito l’ornitorinco per cena. era buono ma secondo me la carne sapeva troppo di castoro. pai mei dice che è colpa dell’ingegneria genetica. come darle torto: un mio amico aveva un cane che costruiva le dighe.

edizione straordinaria
gen 24th, 2010 by Stefano

società di trivellazioni in crisi:

trovato buco nei conti

dice il saggio
gen 22nd, 2010 by Stefano

l’allievo supera il maestro
ma poi gli ritirano la patente per eccesso di velocità

di mare di corsa
gen 20th, 2010 by Stefano

corro anche stanotte ed è probabilmente l’ultima corsa del 2009,
un anno di corse questo, nella mia vita ma penso anche in quella di molti altri.
per me però è stato anche un anno di corse vere.

gennaio freddo freddo fino a marzo, quel piccolo pezzo del litorale diventa la mia pista e ci ho provato anche a correre in tondo a terramaini o allo stadio ma il mare mi piace molto, troppo per andare in un parco a girare in tondo.

poi aprile e le persone cominciano a correre con me maggio e giugno è un incrociare di saluti, corrono tutti.
tu che corri sempre li distingui quelli improvvisati, dalle scarpe, dalle magliette, dall’espressione.

luglio e agosto è grande caldo, se bevi due litri d’acqua poi li strizzi dalla maglietta ma è bello l’odore del mare quando viene il buio alle nove e venti.

settembre e ottobre c’è ancora caldo e qualcuno continua la corsa estiva perché vuole arrivare più lontano dell’anno prima.

novembre e oggi, non c’è più nessuno.
corro dieci chilometri e incontro si e no due persone con le cuffiette.
penso che potrei correre tutta la strada con una benda, dagli odori e dai rumori saprei in ogni momento a che punto sono:

parto e attraverso l’odore di marina piccola quell’odore di porto sardo che mi fa sognare da quando sono bambino; e sono sogni di barche che prendono il largo e che illuminano un pezzettino di mare alla volta dal buio assoluto.
poi passo attraverso le case, il D’Aquila e il Lido odorano di cucina e poi il forno della pizzeria Esso che si accende.
arrivo al parco giochi ed è un vortice di odori fritti fritti.
In estate, con il caldo, quei panini hanno un sapore e un odore, d’inverno ne hanno un’altro.
In ogni caso nel mio viaggio, pur senza guardarmi intorno, riconosco bene quella tappa che nella mia corsa vuol dire “km numero uno”
proseguo fino al twist attraverso i chioschi più fighetti passando sopra alla sabbia che trabocca dal litorale e che vuole scappare alle saline.
io su quelle lingue di sabbia sull’asfalto ci passo sempre sopra con le scarpe.
ne approfitto per sentire il litorale e ogni scusa è buona.
al twist mi giro, oltre quel punto gli amici corridori occasionali, quelli che convinco a farmi compagnia con mille artifici di parole, spesso non riescono più ad andare oltre e mi chiedono di tornare indietro.
mi giro e accanto a me vedo le scene dei miei compagni di viaggio di quest’anno chi messaggia, chi annaspa, chi mi racconta.
svaniscono in un attimo in questa serata che chiude l’anno.
un colpo di vento salato mi risveglia da queste fantasie.
mi giro e ritorno sui miei passi.
oggi è 29 dicembre e non c’è veramente nessuno nessuno su questa strada.
siamo soli io e il mare.

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