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di mare di corsa
gennaio 20th, 2010 by Stefano

corro anche stanotte ed è probabilmente l’ultima corsa del 2009,
un anno di corse questo, nella mia vita ma penso anche in quella di molti altri.
per me però è stato anche un anno di corse vere.

gennaio freddo freddo fino a marzo, quel piccolo pezzo del litorale diventa la mia pista e ci ho provato anche a correre in tondo a terramaini o allo stadio ma il mare mi piace molto, troppo per andare in un parco a girare in tondo.

poi aprile e le persone cominciano a correre con me maggio e giugno è un incrociare di saluti, corrono tutti.
tu che corri sempre li distingui quelli improvvisati, dalle scarpe, dalle magliette, dall’espressione.

luglio e agosto è grande caldo, se bevi due litri d’acqua poi li strizzi dalla maglietta ma è bello l’odore del mare quando viene il buio alle nove e venti.

settembre e ottobre c’è ancora caldo e qualcuno continua la corsa estiva perché vuole arrivare più lontano dell’anno prima.

novembre e oggi, non c’è più nessuno.
corro dieci chilometri e incontro si e no due persone con le cuffiette.
penso che potrei correre tutta la strada con una benda, dagli odori e dai rumori saprei in ogni momento a che punto sono:

parto e attraverso l’odore di marina piccola quell’odore di porto sardo che mi fa sognare da quando sono bambino; e sono sogni di barche che prendono il largo e che illuminano un pezzettino di mare alla volta dal buio assoluto.
poi passo attraverso le case, il D’Aquila e il Lido odorano di cucina e poi il forno della pizzeria Esso che si accende.
arrivo al parco giochi ed è un vortice di odori fritti fritti.
In estate, con il caldo, quei panini hanno un sapore e un odore, d’inverno ne hanno un’altro.
In ogni caso nel mio viaggio, pur senza guardarmi intorno, riconosco bene quella tappa che nella mia corsa vuol dire “km numero uno”
proseguo fino al twist attraverso i chioschi più fighetti passando sopra alla sabbia che trabocca dal litorale e che vuole scappare alle saline.
io su quelle lingue di sabbia sull’asfalto ci passo sempre sopra con le scarpe.
ne approfitto per sentire il litorale e ogni scusa è buona.
al twist mi giro, oltre quel punto gli amici corridori occasionali, quelli che convinco a farmi compagnia con mille artifici di parole, spesso non riescono più ad andare oltre e mi chiedono di tornare indietro.
mi giro e accanto a me vedo le scene dei miei compagni di viaggio di quest’anno chi messaggia, chi annaspa, chi mi racconta.
svaniscono in un attimo in questa serata che chiude l’anno.
un colpo di vento salato mi risveglia da queste fantasie.
mi giro e ritorno sui miei passi.
oggi è 29 dicembre e non c’è veramente nessuno nessuno su questa strada.
siamo soli io e il mare.


One Response  
  • Ermione writes:
    gennaio 26th, 2010 at 17:46

    l’attesa non è stata vana, grazie per qs meraviglioso post..ho chiuso gli occhi, ho fatto un respiro profondo, mi sono ritrovata per un attimo a correre nuovamente sul lungomare, immersa nel profumo di sardegna.


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